Mascherine protettive con nanoparticelle d’argento (AgNPs)

Sta diventando sempre più comune indossare le mascherine protettive per la respirazione naso/bocca quando si esce all’aperto in locali affollati, o durante la stagione fredda nei periodi influenzali o durante il periodo delle allergie ed in fine anche laddove l’inquinamento dell’aria è elevato

Tuttavia queste mascherine usa e getta hanno un piccolo problema ed è che non hanno proprietà antimicrobiche. Non uccidono i germi patogeni che restano intrappolati nella mascherina; chi la indossa rimane esposto alle possibili infezioni provocate da questi microrganismi.

Ma c’è una buona notizia: una nuova ricerca clinica (Particulate Respirators Functionalized with Silver Nanoparticles Showed Excellent Real-Time Antimicrobial Effects against Pathogens
Clark Renjun Zheng†‡, et altri – Brown University, Providence, Rhode Island 02912, United States) http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.est.6b00788 rivela che c’è una semplice soluzione al problema, e che questa soluzione consiste nell’impregnare di nanoparticelle di argento il tessuto/non tessuto della mascherina. Sono ampiamente note e pubblicizzate le antichissime virtù antimicrobiche dell’argento specialmente nella sua forma in nanoparticelle.

Questa è un’ottima notizia per medici, infermieri e personale sanitario ma anche per tutti coloro che indossano maschere monouso, ad esempio, quando la stagione delle allergie è in piena fioritura, o quando l’inquinamento dell’aria è elevato, quando si frequentano ambienti affollati (metropolitana) durante la stagione influenzale e ci si trova in prossimità di persone che tossendo e starnutendo emettono nell’aria che respiriamo goccioline di fluidi corporei cariche di germi patogeni. Molti la utilizzano nei voli aerei affollati, in occasione di visite negli ospedali o comunque nei locali pubblici soprattutto in ambienti dove si subisce il fumo passivo di sigaretta

La mascherina senza queste qualità antimicrobiche, garantite dall’argento, diventa un substrato di raccolta di ogni tipo di microrganismi patogeni che vi si intrappolano e colonizzano il tessuto. Se si tocca il tessuto con le mani e poi ci si tocca altre parti del corpo come gli occhi, le orecchie o la bocca questi germi si diffondono ancor di più provocando potenzialmente le più svariate infezioni. Il rivestimento di argento in nanoparticelle fornisce in tempo reale una ottima protezione contro questi pericoli grazie alle sue eccellenti proprietà antibiotiche, antivirali e antifungine.
Molti metodi sono stati utilizzati per uccidere gli agenti patogeni presenti nell’aria e accumulatisi sulla mascherina, tra cui l’ossido di etilene, l’esposizione al vapore, l’irradiazione in forno a microonde, la clorazione, ecc.  Ma la differenza qual è? Mentre la disinfezione delle mascherine uccide efficacemente uccidere i batteri in situ, questi metodi non sono in grado di fornire in tempo reale l’azione antimicrobica quando le mascherine vengono indossate.Face mask8-1-200

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Graziani dott. Luciano

Graziani Luciano laureato in farmacia all'Università di Milano, discutendo la tesi sperimentale "L'analisi dei cluster: una sua applicazione farmacologica". Prima tesi sperimentale svolta con computer IBM mainframe, i personal computer allora non esistevano. Tesi pubblicata. Relatore prof. G.Folco. Proprietario di farmacia ha svolto la sua carriera in informatica; appassionato di ricerca documentale ultima delle quali quella sull'argento colloidale.

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