Zika virus: domande e risposte

zika virus

Traduzione/adattamento da AAAS/Science By Gretchen Vogel, Jon Cohen, Martin Enserink 

Zika virus: da dove proviene?
Fu isolato nel 1947 e descritto in un articolo nel 1952. Apparve in Africa e nel Sud-Est asiatico. Fino a un decennio fa, sono stati descritti meno di 15 casi in letteratura. Nel 2007, il virus ha causato una grande epidemia su Yap, un gruppo di isole nel Pacifico occidentale che fa parte degli Stati Federati della Micronesia; da allora il virus si è diffuso nelle altre isole del Pacifico per poi arrivare in Brasile da dove si è diffuso rapidamente in altre parti del Sud America, America Centrale, Messico e Caraibi.

Zanzara tigre
Zanzara tigre

Perché è esploso così all’improvviso?
In Africa e in Asia in passato ci sono state grandi epidemie alle quali gli scienziati non hanno prestato molta attenzione. L’America Latina ha un numero enorme di zanzare Aedes aegypti, nota  anche come la zanzara della febbre gialla, un veicolo importante per la diffusione del virus Zika. La zanzara tigre, Aedes albopictus, è in aumento in tutto il mondo e si pensa sia essa stessa un veicolo di diffusione. In America non esiste immunità al virus. Le zanzare Aedes non volano più di qualche centinaio di metri durante la loro vita; il virus Zika si diffonde da una città all’altra e da paese a paese per mezzo di viaggiatori infettati.

Zika si diffonderà in Europa?
Sulla base di passate esperienze gli scienziati si aspettano focolai più limitati;  ad esempio in Italia nel 2007 ci fu la  comparsa di una malattia trasmessa dalle zanzare del genere Aedes chiamata chikungunya (malattia virale), che ha avuto inizio quando un viaggiatore infettato è arrivato dall’India. Si è conclusa dopo 197 casi. I focolai in Europa tendono ad essere più contenuti perchè le persone trascorrono meno tempo all’aperto e all’interno di edifici ove le zanzare hanno più difficoltà ad entrare; inoltre la quantità di zanzare presenti nell’ambiente gioca un ruolo fondamentale.

Siamo certi che Zika stia causando un aumento dei difetti al nascituro?
No! Ma ci vorranno diversi mesi prima che i risultati dei primi studi su donne in gravidanza con infezione da Zika siano disponibili. I medici in Brasile nei mesi di giugno e luglio 2015, dopo la crescita delle infezioni Zika, hanno notato un aumento dei casi di microcefalia con i controlli a ultrasuoni di donne in gravidanza. L’ esperto di medicina fetale Manoel Sarno, che lavora presso l’Università Federale di Bahia, afferma che  il tipo di danno cerebrale che sta osservando ora appare  distinto dalla microcefalia ed è causato da altri tipi di infezioni, come il citomegalovirus (CMV) o la rosolia. I risultati di questi studi potrebbero essere disponibili  alla fine della prossima estate (2016). Studi simili sono in corso anche altrove in Brasile e in Colombia.
NOTA del traduttore: appare terroristica e senza fondamento la raccomandazione alle donne incinte di abortire; distruggiamo le zanzare non i bambini!. 

Quali farmaci sono disponibili contro Zika?
Nessuno. Fino all’anno scorso Zika era così raro, e si credeva così mite, che nessuno si preoccupava di cercare i farmaci adatti. Anche ora che il virus è in aumento, non è ovvio che ci sia un grande mercato per un farmaco antivirale, perché la stragrande maggioranza delle persone infette ha scarsi sintomi o del tutto assenti. E non è affatto chiaro se un farmaco potrà prevenire i difetti alla nascita ove l’infezione fosse contratta da donne in  la gravidanza. Un vaccino anti-Zika potrebbe offrire maggiori speranze di prevenzione della microcefalia.
NOTA del traduttore:  Qui ci permettiamo di aggiungere che un forte agente antivirale è l’argento colloidale in nano particelle. Ha inoltre il grande vantaggio di essere atossico.zika-virus

Quando possiamo aspettarci un vaccino?
Ci vorranno anni. Diversi gruppi hanno iniziato a studiare vaccini  anti-Zika, un processo che richiederà almeno diversi mesi. Una volta che un vaccino è stato creato in laboratorio, dovrà essere prima testato su animali e poi sull’uomo. Anthony Fauci, Direttore del U.S. National Institute of Allergy and Infectious Diseases, ha detto che potrebbero essere necessari almeno da 5 a 7 anni prima che un vaccino anti-Zika sia disponibile in commercio.

Allora cosa possiamo fare per fermare la diffusione del virus?
Difendersi dalla punture delle zanzare. I paesi e le comunità possono cercare di ridurre le popolazioni di zanzare con misure preventive, opportuni cicli di disinfestazione (fumigazioni), rimuovendo tutte le acque stagnanti ovunque si trovino ad esempio sottovasi, bottiglie vuote, ciotole, vasche, fontane pubbliche poco curate e pozzanghere ove le zanzare del genere Aedes si riproducono. Le persone possono anche ridurre la propria personale esposizione in particolare le donne, che sono o potrebbero essere incinte, utilizzando zanzariere e schermi sulle finestre, ricoprendo la  pelle scoperta con camicie e pantaloni e utilizzando repellenti per insetti.

Ci sono modi migliori per controllare le zanzare?
Non ancora ma sono in via di sviluppo. Una società britannica la  Oxitec – recentemente acquisita dalla americana Intrexon, ha creato una zanzara Aedes aegypti contenente un  gene che uccide la prole prima che raggiunga l’età adulta. Quando un grande numero di individui di sesso maschile contenente questo gene viene introdotto in natura, l’accoppiamento con le femmine genera una  prole non vitale.
Un altro filone di ricerca, riguarda la zanzara Aedes aegypti; un batterio chiamato Wolbachia, ridurrebbe la capacità della zanzara di trasmettere le malattie. Ma ancora una volta, ci vorranno diversi anni prima che queste strategie siano pronte al debutto.

Graziani dott. Luciano

<p>Graziani Luciano laureato in farmacia all’Università di Milano, discutendo la tesi sperimentale “L’analisi dei cluster: una sua applicazione farmacologica”. Prima tesi sperimentale svolta con computer IBM mainframe, i personal computer allora non esistevano. Tesi pubblicata. Relatore prof. G.Folco. Proprietario di farmacia ha svolto la sua carriera in informatica; appassionato di ricerca documentale ultima delle quali quella sull’argento colloidale.</p>