Argento colloidale cluster ionico (cura dei farmacisti Gabriele e Luciano Graziani )

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE

   La Farmacia GRAZIANI commercializza l’argento colloidale con la linea dei prodotti SilverSalusTM . Il purissimo argento colloidale cluster ionico è espressamente prodotto da primari produttori specializzati.
Da questi fornitori,  selezionati per la costante qualità della produzione,  ci proviene il prodotto base che, opportunamente lavorato, viene poi posto in vendita nelle forme farmaceutiche più adatte alle diverse terapie prescritte dai medici curanti.
Con l’intento di fornire una utile informazione, segnalo l’articolo del Dr. G. Graziani pubblicato sul n.41/2012 della rivista Scienza e Conoscenza  (scaricabile da questo sito) nel quale vengono trattati la storia,  il funzionamento, l’uso terapeutico delle varie forme, la tossicità e le prospettive di sviluppo di questo meraviglioso metallo.

                   

1.    L’Argento usato in terapia si distingue in tre tipi:

  • Argento prodotto per elettrolisi: solitamente di produzione domestica , il più aleatorio in termini di attività, ed il più fuori controllo.  Questa  produzione “domestico-artigianale” non è affatto certificata: ovvero la concentrazione (ppm) è aleatoria, la dimensione e la forma delle nanoparticelle è sconosciuta, la qualità dipendente dal processo casalingo è incerta, ma sopratutto si tratta in prevalenza di argento ionico  perchè ottenuto per via elettrolitica con contenuto prevalente di ioni Ag+ che vengono neutralizzati dagli acidi gastrici dello stomaco (HCl) prima di entrare nella circolazione sistemica. Da qui  la necessità di dosaggi elevati, mentre con SilverSalusTM argento in nanoparticelle la concentrazione necessaria non supera mai i 10 ppm per le soluzioni ed i 20 ppm per le preparazioni in crema.
  • Argento colloidale cluster ionico come SilverSalusTM  : è quello sui cui sono  diretti gli studi scientifici attuali e futuri  e con le maggiori prospettive di impiego terapeutico. Caratteristica principale  e fondamentale è che le particelle di argento colloidale cluster ionico sono di dimensioni nano di morfologia omogenea, quindi in grado di sviluppare una enorme superficie di contatto ed interferire nel metabolismo vitale dei batteri dei virus e dei funghi.
  • Argento sotto forma di Sali (sulfadiazina, nitrato, proteinato ecc.), conosciuto in terapia ma sempre meno usato.

2.   Meccanismo d’azione dell’ argento colloidale 

  • Una nuova ricerca condotta dalla Università degli Stati Uniti (Negligible Particle-Specific Antibacterial Activity of Silver Nanoparticles Department of Chemistry, Rice University, Houston, Texas 77005 Published: July 5, 2012) ha dimostrato che in ambiente privo di ossigeno le nano particelle (Ag0) non hanno alcuna efficacia  perché non vengono rilasciati gli ioni Ag+ responsabili dell’azione antisettica. Invece in presenza di ossigeno (O2) la reazione chimica procede prima alla formazione di ossido di argento Ag2O che poi in ambiente acido (pH 3) e umido (H2O) forma gli ioni argento Ag+  che provocano la morte per lisi di batteri, virus e funghi
    Meccanismo-azione-Ag
    L’effetto antibatterico delle nanoparticelle di argento AgNP è mediato dagli ioni argento anziché dalle particelle stesse
Ag-rilascio
Gli ioni Ag+ si generano solo in ambiente aerobico

3.  Azione sinergica Antibiotici-Argento+
Tratto da: Silver Enhances Antibiotic Activity Against Gram-negative Bacteria James J. Collins et al.  Boston University. 2013 June 19      http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23785037

  •  C’è una crescente necessità di potenziare l’arsenale antibatterico data la aumentata incidenza della resistenza antibiotica e l’emergere di nuovi patogeni virulenti. Ciò è particolarmente vero per le infezioni da batteri Gram-negativi che sono più difficili da trattare a causa della loro membrana protettiva esterna costituita da lipopolisaccaridi. Le infezioni batteriche Gram-negative hanno spinto i clinici verso la rivisitazione dell’utilizzo di vecchi antimicrobici finora  trascurati. L’argento è intrigante per le sue proprietà antimicrobiche documentate sin dal 400 A.C. quando Ippocrate ne descrisse l’utilizzo per la guarigione delle ferite e per la conservazione di acqua e cibi. Lo studio dimostra come l’argento sconvolga i molteplici processi cellulari ivi inclusi la formazione di legami disolfuro, il metabolismo e l’omeostasi del ferro. Questi cambiamenti portano alla aumentata produzione di specie reattive dell’ossigeno ( ROS reactive oxygen species) e aumento della permeabilità della membrana dei batteri Gram-negativi, potenziando l’attività di una vasta gamma di antibiotici contro i batteri Gram-negativi in diversi stati metabolici , nonché ripristinando la sensibilità agli antibiotici di ceppi batterici precedentemente resistenti. Lo studio mostra sia in vitro che in vivo sul topo – infezione del tratto urinario- che la capacità dell’argento di indurre stress ossidativo può essere sfruttata per potenziarne l’attività antibiotica. Inoltre, lo studio dimostra in vitro e in vivo – peritonite sul topo – che l’argento sensibilizza i batteri Gram-negativi all’antibiotico specifico per i Gram-positivi, Vancomicina, espandendo così lo spettro antibatterico di questo farmaco.Infine , si è utilizzato l’argento in combinazioni con antibiotici per sradicare le cellule batteriche persistenti e mostrare sia, in vitro che in vivo,   come  l’argento migliori l’azione antibatterica contro i biofilm batterici.
    I biofilm sono strutture di matrice polimerica prodotte da comunità organizzate di cellule batteriche e/o fungine, anche di specie diverse. Né le difese naturali del nostro organismo né gli antibiotici sono in grado di intaccare questa “corazza”. All’interno del biofilm i batteri proliferano indisturbati, creando inoltre un serbatoio di cellule dormienti (“persister cells”) che fungeranno da inoculo persistente, causando la cronicizzazione dell’infezione. La presenza di biofilm può confondere la diagnosi, dal momento che la superficie lucida può essere scambiata per tessuto epiteliale sano di nuova formazione. L’esistenza di biofilm nel contesto di una ferita infetta contribuisce a ritardarne la guarigione.

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    Residui batterici 24h dopo l’infezione: nero in assenza di trattamento, verde con sola gentamicina, grigio con solo Ag+, rosso con Ag+ in associazione con gentamicina
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    Residui batterici 24h dopo l’infezione: nero in assenza di trattamento, verde con sola vancomicina, grigio con solo Ag+, rosso con Ag+ in associazione con vancomicina

4.  Proprietà antibiotiche

  • Prima della scoperta dei moderni antibiotici l’argento elettrolitico veniva usato come antibiotico sia per uso cutaneo che sistemico. A concentrazioni variabili da 5 a 10 ppm esso combatteva Pseudomonas, Shigella, Staphylococco aureo, Streptococcus pneumoniae ed infiniti altri per i quali si rimanda alle referenze bibliografiche

5.   Proprietà antivirali

  • Anche le proprietà antivirali dell’argento elettrolitico per via i.v. sono note da oltre un secolo. Nel 1913 è stata dimostrata l’estrema efficacia dell’argento elettrolitico per via endovenosa contro il vaiolo con una sopravvivenza (in un lazzaretto) del 95% contro il 50% dei “non trattati” e senza deturpazione della cute, residuo caratteristico dell’infezione vaiolosa. Per approfondimento leggi anche  l’ articolo specifico in questo sito

6.  Proprietà antifungine

  • Anche queste proprietà, ad es. contro la Candida spp. sono note da tempo. Studi recenti (2009) hanno dimostrato che AgNPs è attivo come, se non di più di Fluconazolo ed Anfotericina B nei confronti di C. albicans, C. glabrata, C. tropicalis, C. krusei e T. mentagrophytes

 7.  Tossicità

  • E’ indispensabile distinguere la tossicità dei Sali d’argento (es.: argento nitrato, noto per la tossicità) da quella dell’argento colloidale cluster ionico,  completamente diverse tra loro.

Qui mi riferisco a quella dell’argento colloidale cluster ionico.

  •      Adulti sani sono in grado di assumere una quantità fino a 2 mg al giorno di argento colloidale cluster ionico per lunghi periodi senza alterazioni dimostrate sul loro metabolismo. La via elettiva di escrezione è il rene e l’assunzione di maggiori quantità d’acqua riduce l’accumulo ed il rischio di tossicità dell’argento colloidale cluster ionico.      Le quantità terapeutiche efficaci di argento colloidale cluster ionico sono da decine a centinaia di volte inferiori a quelle ammesse dalle Autorità Sanitarie per l’acqua potabile  (da 0,02mg a 0,10 mg/die) pertanto si conferma la quasi NON-TOSSICITA’ dell’ argento colloidale cluster ionico. Lo studio della documentazione pubblicata esistente (es.: Electrargol in smallpox – Br. Med. J.- Oct.11,1913-906) permetterebbe non solo di ampliare la conoscenza delle proprietà dell’argento ma anche di evitare inutili sperimentazioni sull’animale, richieste per legge per la registrazione di nuovi farmaci, avendo già a disposizione milioni di dati derivanti dall’uso ultra secolare dell’argento elettrolitico.

8.  Produzione dell’argento colloidale cluster ionico

  • Esistono apparecchi per la fabbricazione di argento elettrolitico,  ad uso domestico, ma non ci riguardano e richiederebbero una trattazione specifica.   L’argento colloidale cluster ionico viene prodotto industrialmente con metodi di riduzione chimica, laser, irradiazione e sintesi criochimica.      I più moderni e diffusi sono i metodi di sintesi biologica, rispettosi dell’ambiente, detti “greener syntheis nanoparticles”.   Si basano sui principi dell’ingegneria genetica ed utilizzano varie specie di microrganismi come ad es. Bacillus subtilis, Aspergillus spp., foglie di Cinnamomum camphora.

9.      Legislazione

  • Nella maggior parte degli Stati ci troviamo di fronte ad una NON-LEGISLAZIONE. Ne viene permesso l’uso purchè l’etichetta non lasci trasparire attività terapeutiche attribuite al prodotto. In molti Stati mondiali l’utilizzo di questa sostanza è  permesso per ingestione e consentito all’interno di alimenti e integratori alimentari ma l’Italia e l’Europa hanno applicato una normativa che non consente di classificare tra gli integratori alimentari o alimenti l’Argento e l’Oro colloidali . Questa normativa, non pone espressamente il divieto di usare queste sostanze ma semplicemente non li cita nell’elenco degli ingredienti consentiti.

10. Futuro dell’argento colloidale

  • Oltre all’ampliamento della conoscenza delle attività conosciute dell’argento (specialmente elettrolitico), l’uso dell’argento colloidale cluster ionico sarà sempre più diffuso nella terapia del cancro a seguito delle sempre più dimostrate evidenze della sua capacità di essere usato come “veicolo di trasporto intracellulare di molecole antitumorali”. Per ora siamo solo alla punta dell’iceberg delle potenzialità dell’argento colloidale cluster ionico che a causa della sua efficacia e della scarsissima tossicità ha davanti a sé un mercato potenzialmente enorme. Chi saprà trarne beneficio, nel rispetto dei pazienti, dei medici, degli imprenditori e soprattutto dell’ambiente per evitare gli enormi errori già compiuti in passato ad es. con gli antibiotici?

11. Bibliografia

  • Data la vastità delle fonti bibliografiche e la facilità di accedere alle stesse tramite internet, si allega qui solo quella dell’EPA (Environmental Protection Agency USA), forse la più importante Rassegna sull’argomento, contenente la citazione di 540 lavori scientifici.  Link allegato EPA: http://www.epa.gov/nanoscience/files/NanoPaper1.pdf