Gli acidi grassi Omega-3

Omega3 perleEPA e DHA contenuti nell’olio di pesce sono indicati per ridurre i livelli dei trigliceridi e del colesterolo, prevenire patologie cardiovascolari, aterosclerosi, ipertensione arteriosa, aritmie anche in pazienti affetti  da diabete di tipo II e diminuire l’attività coagulante del sangue grazie alla loro azione anti-trombotica. Quando si sceglie un olio di pesce contenente acidi grassi Omega-3 occorre verificarne i tre più importanti parametri:

    • la concentrazione, 
    • il rapporto tra due acidi grassi semiessenziali: EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico)
      Il rapporto EPA:DHA ottimale è di 2:1 ed è supportato da numerosa bibliografia scientifica.
      Il nostro prodotto ha rapporto 2,125 :1 a differenza di altri prodotti sul mercato dove questo rapporto varia da 0,9 a 1,5

    • la  purezza (assenza di metalli pesanti – es mercurio- e inquinanti es. PBC -policlorobifenili)
      La qualità di un olio di pesce è garantita dal luogo di origine del pesce grezzo, i migliori provengono dai fondali delle coste cilene e peruviane in acque fredde e pulite con bassissimi inquinanti. I pesci selvatici si nutrono di fitoplancton e alghe ricche di EPA e DHA due importanti derivati dell’acido alfa-linolenico.
      Per la qualità del prodotto finale  è di fondamentale importanza anche il processo di produzione  a bassa temperatura con bassi limiti di ossidazione  garantito da stabilimenti certificati.

  Questo prodotto è superiore ai maggiori prodotti farmaceutici (Eskim, Seacor, Esapent) perchè :
– è puro al 90% (contro l’85% della concorrenza)
– il rapporto EPA/DHA è di 2,125 :1 ovvero EPA 510mg/g  – DHA 240 mg/g (contro il 0,9 – 1,5 della concorrenza)
E’ sufficiente l’assunzione di una sola capsula al giorno invece delle 2-4 capsule al giorno consigliate dai principali prodotti della concorrenza

Effetti benefici

Le prime evidenze scientifiche riguardanti una correlazione tra il benessere generale dell’uomo e l’assunzione degli acidi grassi omega-3 risalgono già alla metà degli anni ’70, in cui venne studiata la popolazione eschimese Inuit della Groenlandia. Questo popolo soffriva molto meno rispetto al resto della popolazione europea di determinate patologie, in particolare quelle cardiovascolari avendo una dieta basata sul consumo di carne di foca, balena e salmone.
Gli scienziati e i medici si resero subito conto che i cibi di cui si nutrivano gli Inuit erano ricchi in acidi grassi omega-3 e che erano i responsabili degli effetti benefici sulla salute di cui questa popolazione godeva.
La diminuzione dei trigliceridi generata da EPA e DHA sembra principalmente generata dall’inibizione della trascrizione dei geni codificanti gli enzimi implicati nella lipogenesi e dall’incremento della trascrizione dei geni che codificano enzimi responsabili dell’ossidazione degli acidi grassi nel fegato.

EPA e DHA, inoltre inibiscono in modo competitivo la conversione dell’acido arachidonico in eicosanoidi pro infiammatori pertanto possiedono anche un’attività antinfiammatoria.
Sono attualmente in fase di approvazione nuovi health claims relativi agli effetti di EPA e DHA sulla riduzione della pressione sanguigna e dei livelli dei trigliceridi. Per poter vantare questa indicazione salutistica si suggerisce un’assunzione giornaliera di 1 grammo/giorno di EPA e DHA.
L’assunzione giornaliera di 240 mg di solo DHA contribuisce inoltre al normale mantenimento della funzione cerebrale e della capacità visiva normale.